“La cosa più ingiusta della vita è il modo in cui finisce. Voglio dire, la vita è dura e impiega la maggior parte del nostro tempo… Cosa ottieni alla fine? La morte Che significa! Che cos’è la morte? Una specie di bonus per aver vissuto? Credo che il ciclo vitale dovrebbe essere del tutto rovesciato. Bisognerebbe iniziare morendo, cosi ci si leva subito il pensiero. Poi in uno ospizio dal quale si viene buttati fuori perchè troppo giovani. Ti danno una gratifica e quindi cominci a lavorare a quarant’anni fino a che sarai sufficientemente giovane per goderti la pensione. Seguono, feste, alcool, erba ed il liceo. Finalmente cominciano le elementari, diventi bambino, giochi e non hai responsabilità, diventi un neonato, ritorni nel ventre di tua madre, passi i tuoi ultimi nove mesi galleggiando e finisce il tutto con un bell’orgasmo!”
Woody Allen
La “vita al contrario” non esiste e sarebbe comunque un atto di vigliaccheria pretenderla. La vita si “mastica” con fatica e si consuma molto in fretta. Il coraggio di fuggire avanti, allo stesso modo, è virtù dei deboli e dei forti. Si può solo procedere, altra scelta non è presente, non vi sono opzioni.
Mi spiace per il “noto” regista ma non condivido affatto il suo punto di vista.
La fatica è troppa, ma vale la pena. Dobbiamo saper gestire tutti i momenti della nostra vita, anche quelli che non ci portano tanto piacere! Crescere, imparare e andare avanti sempre! Riguardo al “noto” regista, personalmente non mi fa impazzire nemmeno un pò, ma ho trovato carino il modo di pensare… un’allusione all’impossibile!